Dritto al cuore - Articoli
Il Messia sofferente e la violenza fisica

Quando un pugno chiuso colpisce la carne tenera, arriva il dolore. Può lasciare contusioni e lividi sulla nostra pelle e anche rompere le nostre ossa. I lividi sono ciò che vediamo, per la rottura dei vasi sanguigni sotto la pelle. Non possiamo vedere i vasi sanguigni danneggiati, ma possiamo vedere il danno che è stato fatto quando si rompono.

In che modo Gesù, l'onnipotente Salvatore, può collegare la Sua storia con la nostra storia, quando siamo in pericolo di vita, con le ossa rotte, vittime di abusi per il fisico e per l’anima, abusi visibili e invisibili?

  • Ogni 9 secondi, una donna negli Stati Uniti viene picchiata.
  • Il 95% di tutte le vittime di violenza domestica sono donne.
  • La violenza domestica è la maggiore causa d’infortunio per le donne, più delle aggressioni (per scippi o altro) e degli incidenti stradali messi insieme.
  • Il 50% di tutte le donne assassinate negli Stati Uniti vengono uccise dal marito o da qualcuno che conoscevano.
  • La violenza domestica avviene nel 60% dei matrimoni ed è il crimine più sottostimato.
  • La violenza domestica è responsabile di una perdita finanziaria che va da 3 a 5 miliardi di dollari ogni anno negli Stati Uniti, a causa dell’assenteismo sul posto di lavoro, e di oltre 2 miliardi di dollari per cure mediche e trattamenti di salute mentale ogni anno.

(Fonte: http://www.rileycenter.org/domestic-violence-statistics.html e http://www.aardvarc.org/dv/statistics.shtml)

Come può Gesù identificarsi con noi quando sperimentiamo l’abuso fisico? Gesù Cristo, il nostro “Messia Sofferente” scelse di includere l’abuso fisico nel piano della salvezza di Suo Padre e di adempiere la profezia in questo senso (Isaia 50:5-6; 52:14; 53:10-11; Matteo 27:27-30; Atti 2:23).

La storia della salvezza di Dio NON è una storia “con il bollino verde” (quello che si mette ai film adatti anche ai bambini)... Quanto fu duro l’abuso che subì Gesù? Se fossimo stati presenti in quel momento, non saremmo stati in grado di riconoscerlo. Stava adempiendo la profezia di Isaia, che aveva predetto che sarebbe stato «sfigurato più di quello di alcun uomo, e il suo volto… diverso da quello dei figli dell'uomo» (Isaia 52:14). In altre parole, ridussero il corpo di Gesù in uno stato tale che non l’avremmo riconosciuto come un essere umano.

Ma Gesù non si sottrasse, offrì il Suo dorso a quelli che lo percuotevano, le Sue guance a quelli che Gli tiravano la barba; non nascose il Suo volto agli scherni e agli sputi (Isaia 50:5-6).

Leggi la descrizione che fa Michael Card del flagello che usavano i soldati romani, nel suo libro “A Violent Grance”:

«Questo strumento di tortura consisteva in lunghe strisce di pelle costellate di pezzi d’osso o di vetro. A volte vi venivano intrecciate delle palline di piombo per aumentare l’impatto dei colpi. Mentre la legge di Mosè stabiliva un massimo di quaranta colpi meno uno, nella legge o nella pratica dei Romani non esisteva un simile limite... Di fatto, l’unica clausola della legge romana prevedeva che un uomo fosse frustato fino a che la sua carne non si  squarciasse pendendo dalla schiena. I colpi si susseguivano fino a che la pelle si lacerava, i muscoli venivano recisi, i legamenti e le ossa scheggiati. Alcuni venivano sventrati; molti non sopravvivevano» (A Violent Grance, pp. 64-65).

Le ferite invisibili

Gesù affrontò tutti questi abusi per accogliere le ferite visibili e invisibili di cui sono martoriati i nostri corpi e i nostri cuori. Sapeva che il dolore più profondo dell’abuso fisico risiede nelle ferite che lacerano in profondità la nostra anima. Non possiamo vedere tali ferite come vediamo i vasi sanguigni rotti sotto la pelle, ma esse sono altrettanto reali.

Dal momento che la nostra “anima” rappresenta la parte più profonda del nostro essere, la nostra identità a proposito di chi siamo noi, queste ferite invisibili durano a lungo, dopo che sono guariti i lividi e le ferite sul nostro corpo. Di fatto, possono durare una vita intera, se non le portiamo a Gesù Cristo, il nostro “Guaritore Ferito” (Malachia 4:2 predice che Gesù avrebbe adempiuto la profezia risorgendo «con la guarigione nelle sue ali»).

Satana suggerisce alle persone abusate messaggi “in prima persona”, creando le “radici” di credenze negative con pensieri tipo:

  • Sono senza valore, senza speranza.
  • Sono impotente, sono inerme.
  • Non sono “amabile”
  • Non posso fidarmi di nessuno.
  • Sono da buttare via, non merito niente di meglio.
  • Ho più paura di essere solo che di essere abusato.
  • Non so come provvedere a me stesso/a e ai miei figli.

Gesù scelse di accogliere nella Sua umanità tutti gli abusi che noi abbiamo subìto. Lo fece come l’«Agnello che è stato ucciso fin dalla fondazione del mondo» (Apocalisse 13:8) per guadagnarsi il diritto di avere la nostra fiducia e per guarire il nostro cuore ferito.

Se ci rivolgiamo a Gesù, fidandoci di Lui nel nostro dolore, Dio può trasformare le nostre ferite in una miniera di grazia, svelandoci:

  • Ciò che abbiamo imparato a credere di noi stessi.
  • Come Gesù può identificarsi con noi, in modo che possiamo ricevere la Sua guarigione e «la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza» (Filippesi 4:7).
  • Sospingerci in un ministero in favore di altri che sono stati, come noi, abusati e feriti.

Gli abusi fisici possono lasciare cicatrici sul corpo e nel cuore. L’abuso sessuale talvolta può lasciare ferite ancora più profonde. Nel prossimo articolo, potrai vedere come Gesù può prendersi cura anche del dolore derivante dall’abuso sessuale, mostrando che «dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata» (Romani 5:20)!

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